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16 Ottobre 2026 da Gianluca Falletta

Acqua Village conquista l’Europa: Kupua, Kona e Apo dimostrano che l’imagineering italiano può competere con Disney

Acqua Village conquista l’Europa: Kupua, Kona e Apo dimostrano che l’imagineering italiano può competere con Disney
16 Ottobre 2026 da Gianluca Falletta

Un’isola misteriosa nascosta tra templi antichi, vegetazione tropicale e giganteschi guardiani Tiki, due scivoli che sembrano progettati per un’avventura degna di Indiana Jones e una storia originale capace di trasformare una giornata in piscina in qualcosa di decisamente più interessante. Potrebbe sembrare la descrizione di una nuova ambientazione di Uncharted, oppure il concept di un’espansione di un parco Disney, e invece siamo in Toscana, ad Acqua Village Follonica, dove l’estate 2026 ha portato una novità che merita l’attenzione di chiunque ami i parchi divertimento, la scenografia e quella particolare forma di magia tecnologica che chiamiamo imagineering. La nuova area Kupua, l’Isola Perduta, ha conquistato il quinto posto agli European Star Award 2026 nella categoria Europe’s Best New Theming, diventando l’unico progetto italiano presente tra i dieci migliori nuovi interventi di tematizzazione europei. Una classifica che vede al primo posto World of Frozen di Disney Adventure World, a Disneyland Paris. E già questo dovrebbe far drizzare le antenne a chi segue il settore: non stiamo parlando semplicemente di uno scivolo particolarmente spettacolare, ma di una realtà italiana che ha deciso di confrontarsi con i grandi nomi dell’intrattenimento immersivo internazionale.

Perché il premio conquistato da Kupua è così importante per i parchi divertimento italiani?

Chi segue l’evoluzione dei parchi tematici sa bene che costruire un’attrazione emozionante e creare un mondo credibile sono due sfide profondamente diverse. Una montagna russa può conquistare gli appassionati attraverso velocità, accelerazioni e inversioni; uno scivolo acquatico attraverso altezza, traiettorie e sensazioni fisiche. La tematizzazione, invece, lavora su qualcosa di meno misurabile ma altrettanto fondamentale: la capacità di convincere il visitatore a entrare mentalmente in un universo narrativo. È il motivo per cui ricordiamo certe ambientazioni di Disneyland, le ricostruzioni fantastiche di Europa-Park o le atmosfere di alcuni mondi di Universal anche molti anni dopo averli visitati. Non rimane soltanto la memoria dell’attrazione, ma quella del luogo immaginario in cui abbiamo vissuto l’esperienza.

Il quinto posto di Kupua assume quindi un significato particolare. Gli European Star Award, organizzati dalla rivista specializzata Kirmes & Park Revue, sono riconoscimenti assegnati da una giuria internazionale di professionisti del settore. Nell’edizione 2026, la categoria dedicata alle nuove tematizzazioni è guidata dall’universo di Frozen, mentre al secondo posto troviamo Hikari, la nuova area di Tivoli Gardens a Copenaghen. Acqua Village Follonica entra in questa conversazione internazionale con un progetto sviluppato in Italia e costruito attorno a un’identità creativa originale. Naturalmente sarebbe scorretto equiparare dimensioni economiche, investimenti e complessità di realtà così differenti, ma il confronto riconosce la qualità dell’ambientazione, non la grandezza del budget. Ed è una distinzione che, per chi ama davvero l’industria dei parchi, conta moltissimo.

Che cos’è Kupua, l’Isola Perduta, e perché sembra uscita da un videogioco d’avventura?

L’immaginario di Kupua nasce dall’incontro tra suggestioni hawaiane, estetica Tiki, giungla tropicale e architetture fantastiche. Il visitatore viene accolto da due imponenti guerrieri scolpiti, figure che custodiscono simbolicamente l’accesso a un territorio misterioso. Templi, superfici rocciose, vegetazione e decorazioni costruiscono progressivamente l’impressione di trovarsi davanti ai resti di una civiltà dimenticata. È un linguaggio visivo che noi nerd conosciamo benissimo: lo ritroviamo nei livelli esplorativi di Tomb Raider, nelle rovine di Uncharted e in una lunga tradizione cinematografica che va dai film d’avventura classici fino ai mondi fantastici contemporanei.

La differenza, naturalmente, è che qui tutto deve convivere con le esigenze operative di un parco acquatico. La scenografia non può limitarsi a essere bella da fotografare: deve dialogare con percorsi, flussi di visitatori, strutture tecniche, impianti idraulici e soprattutto attrazioni che funzionano realmente. Secondo la presentazione ufficiale del progetto, lo sviluppo creativo ha radici in un percorso avviato nel 2021 e culminato nell’apertura della nuova area durante l’estate 2026. Il risultato è uno spazio concepito per integrare due esperienze acquatiche, Kona e Apo, all’interno di una stessa ambientazione, trasformando le strutture degli scivoli in elementi di un paesaggio fantastico.

Kona e Apo: come si trasformano due scivoli acquatici in attrazioni da premio?

Un tempio Tiki alto diciotto metri, una discesa nell’oscurità e un percorso progettato per sorprendere chi sceglie di affrontarlo. Kona, lo Scivolo del Tempio, è la grande novità inaugurata nel 2026 e rappresenta un esempio particolarmente interessante di come la componente scenografica possa accompagnare quella fisica. La struttura prende ispirazione dall’architettura di un antico luogo cerimoniale, mentre il percorso alterna oscurità e cambiamenti di direzione. Agli European Star Award 2026 si è classificato quarto nella categoria Europe’s Best New Water Attractions, un risultato che testimonia come il progetto abbia attirato l’attenzione anche sul piano dell’esperienza acquatica vera e propria.

Accanto a Kona troviamo Apo, lo Scivolo Anello, inaugurato nel 2024 e successivamente integrato nell’ambientazione di Kupua. Con i suoi 145 metri di percorso e una struttura caratterizzata da un grande elemento circolare, Apo punta su un’esperienza dinamica e riconoscibile, lontana dall’idea tradizionale dello scivolo rettilineo. Nel 2026 ha conquistato il decimo posto tra gli Europe’s Best Water Slides. Due attrazioni nate in momenti diversi che oggi dialogano dentro un’unica area: una scelta intelligente anche dal punto di vista progettuale, perché dimostra come sia possibile aggiornare un parco valorizzando investimenti precedenti invece di trattare ogni novità come un episodio isolato. Per conoscere le caratteristiche delle attrazioni, il sito ufficiale dedica una sezione a Kupua e ai suoi scivoli.

Chi ha progettato Kupua e perché Acqua Village Studio rappresenta una scelta così interessante?

La parte della storia che personalmente trovo più significativa riguarda ciò che succede prima dell’apertura dei cancelli, lontano dagli ombrelloni e dalle fotografie delle famiglie in vacanza. Dietro Kupua troviamo infatti Acqua Village Studio, il laboratorio creativo interno sviluppato dal gruppo Acqua Village Water Theme Parks attraverso una precisa scelta della famiglia Padroni: investire nella capacità di progettare direttamente l’identità delle proprie ambientazioni, invece di limitarsi ad acquistare scenografie e soluzioni già confezionate.

A guidare questa struttura è Riccardo Fara, direttore creativo e imagineer, una figura che unisce ideazione concettuale, ricerca visiva, storytelling e visione complessiva dell’esperienza. È un mestiere che gli appassionati associano immediatamente agli Imagineers Disney, ma che possiede una dimensione professionale molto più ampia. Significa concepire uno spazio come un sistema narrativo in cui architettura, grafica, suono, illuminazione, materiali e attrazioni collaborano per raccontare qualcosa. In altre parole, una forma di regia applicata allo spazio fisico, con complessità che nessun semplice rendering può risolvere.

Per Kupua il lavoro creativo è diventato realtà anche attraverso la collaborazione con Panel System, impegnata nella progettazione esecutiva e nella realizzazione delle scenografie, e con Luca Serafini, direttore del parco di Follonica, responsabile della direzione tecnica e del cantiere. Alle decorazioni pittoriche ha contribuito inoltre Dario Vella, artista coinvolto nella caratterizzazione delle superfici scenografiche in stile Tiki. È una filiera di professionalità che merita attenzione: designer, artisti, tecnici e progettisti chiamati a trasformare un immaginario disegnato sulla carta in un ambiente resistente, sicuro e destinato a ospitare migliaia di visitatori.

Perché lo storytelling sta diventando fondamentale anche nei parchi acquatici?

Per molto tempo il parco acquatico è stato associato soprattutto alla quantità di scivoli, alle dimensioni delle piscine e alla possibilità di trascorrere una giornata estiva tra divertimento e relax. Tutti elementi ancora essenziali, naturalmente. Acqua Village Follonica continua infatti a proporre esperienze differenti, dalla piscina a onde Kauai all’area relax Makai, fino agli spazi dedicati ai più piccoli come Moku, affiancando le attrazioni più intense a quelle pensate per il pubblico familiare. Ma il passaggio dal semplice parco acquatico al concetto di Water Theme Park racconta un’evoluzione culturale più profonda. Pensiamo a ciò che è successo ai videogiochi: una volta era sufficiente che il gameplay funzionasse, mentre oggi ambientazione, direzione artistica e costruzione dell’universo contribuiscono enormemente alla riconoscibilità di un titolo. Qualcosa di simile accade nell’intrattenimento dal vivo. Un’attrazione diventa più interessante se possiede un’identità, una collocazione narrativa e un universo visivo capace di distinguerla dalla concorrenza.

Acqua Village ha portato questo ragionamento anche fuori dagli spazi fisici, sviluppando un cortometraggio dedicato a Kupua, attraverso il lavoro del proprio studio creativo. Il racconto segue Kulu, un bambino nato dall’acqua dopo una misteriosa maledizione che ha cancellato gli abitanti dell’isola, impegnato in un viaggio verso il Tempio di Kona. Un’estensione narrativa che richiama le strategie transmediali dell’entertainment contemporaneo: prima ancora di raggiungere un’attrazione, il pubblico può entrare in contatto con il mondo immaginario che la circonda. Naturalmente non siamo davanti a un franchise cinematografico, ma il principio creativo è affine. Un’ambientazione diventa più memorabile quando suggerisce una storia, invece di limitarsi a decorare un’esperienza.

Il successo di Acqua Village può cambiare il futuro dei parchi tematici italiani?

Sarebbe prematuro attribuire a tre piazzamenti in una classifica il potere di trasformare un intero settore. Tuttavia, il risultato ottenuto da Acqua Village solleva una questione interessante: quanto potenziale creativo esiste in Italia nel campo della progettazione delle esperienze immersive, e quanto siamo disposti a investirci? Il nostro Paese possiede una tradizione straordinaria nella scenografia, nell’artigianato artistico, nel design, nell’architettura e nella realizzazione di ambienti spettacolari. Competenze che trovano applicazione anche nei parchi divertimento, negli eventi, nelle mostre immersive e nelle installazioni temporanee, ma che raramente conquistano l’attenzione del grande pubblico come accade per il cinema o il videogioco.

La scelta di sviluppare uno studio creativo interno rappresenta inoltre una prospettiva interessante per il futuro dei parchi di dimensioni medio-grandi. Avere una squadra che conosce l’identità del proprio brand, ne comprende le possibilità tecniche e può immaginare nuovi interventi in continuità con quelli esistenti consente di costruire una personalità riconoscibile nel tempo. Non significa rinunciare alle collaborazioni esterne, che rimangono fondamentali, ma mantenere una direzione artistica coerente. La stagione 2026 dei parchi di Follonica e Cecina si è conclusa il 13 settembre, e i riconoscimenti internazionali arrivati successivamente offrono al gruppo un motivo concreto per continuare su questa strada, con nuovi investimenti e progetti ancora da sviluppare.

Per noi appassionati di parchi, però, la soddisfazione più grande non sta soltanto nel vedere un nome italiano accanto a Disney in una classifica europea. Sta nel riconoscere che l’arte di costruire mondi immaginari può trovare spazio anche in realtà che fino a qualche anno fa avremmo considerato principalmente destinazioni estive. Una piscina può diventare parte di un’isola leggendaria, uno scivolo può nascondersi dentro un tempio e un gruppo di creativi italiani può sviluppare un universo che abbia una personalità propria. È una prospettiva che apre possibilità interessanti anche per il mondo degli eventi nerd, delle esperienze immersive e delle future attrazioni italiane.

E voi, community di CorriereNerd.it, quanto conta la tematizzazione nella scelta di un parco divertimento? Preferite l’adrenalina pura di un’attrazione estrema oppure siete tra quelli che passerebbero ore a osservare scenografie, dettagli nascosti e piccoli indizi narrativi, come davanti a una mappa di Zelda tutta da esplorare? Raccontateci le vostre esperienze e continuiamo a parlarne sui nostri canali: Facebook Satyrnet, gruppo Facebook, Instagram CorriereNerd.it, YouTube Satyrnet, X, Telegram e LinkedIn. Perché il futuro dei parchi italiani potrebbe dipendere anche da quanto sapremo riconoscere il valore di chi, dietro le quinte, continua a progettare nuovi mondi da esplorare.

L’articolo Acqua Village conquista l’Europa: Kupua, Kona e Apo dimostrano che l’imagineering italiano può competere con Disney proviene da CorriereNerd.it – Il magazine nerd by Satyrnet.

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