
Raffaella Carrà sta per tornare sul palco. Non attraverso filmati d’archivio proiettati su uno schermo, né con una cantante chiamata a interpretarne le canzoni, ma grazie a un ologramma digitale progettato per ricreare la sua presenza scenica. Il 28 dicembre 2026, all’Atlantico di Roma, debutterà Raffaella Carrà – The Show Must Go On, uno spettacolo che mescola performance dal vivo, ricostruzione virtuale ed effetti visivi. A cinque anni dalla scomparsa dell’artista, avvenuta il 5 luglio 2021, il progetto riapre una questione che riguarda da vicino anche noi appassionati di tecnologia, intelligenza artificiale e cultura pop: quanto può diventare reale un’esperienza costruita digitalmente, soprattutto se prova a restituirci qualcuno che non c’è più?
Come funzionerà il concerto olografico di Raffaella Carrà a Roma?
L’appuntamento è fissato per lunedì 28 dicembre 2026, alle ore 21, all’Atlantico di Roma. Il progetto, presentato con il titolo The Show Must Go On, promette una versione virtuale estremamente realistica della Carrà, accompagnata da ballerini in carne e ossa e da spettacolari effetti laser 3D. L’obiettivo dichiarato è ricreare l’energia dei suoi concerti, restituendo al pubblico quella combinazione di musica, coreografie e carisma televisivo che l’ha trasformata in un’icona internazionale. Il sito ufficiale dedicato all’evento conferma data, location e natura dello spettacolo, mentre un teaser pubblicato sui canali social dell’artista ha riacceso la curiosità dei fan. Resta però una distinzione importante: la definizione commerciale di ologramma non chiarisce ancora quale tecnologia sarà effettivamente utilizzata, né quanto della performance deriverà da materiali originali, animazione digitale o altre tecniche di ricostruzione. E personalmente trovo proprio questo uno degli aspetti più interessanti da scoprire.
Sarà come ABBA Voyage, lo spettacolo che ha rivoluzionato i concerti virtuali?
Il paragone più immediato porta a Londra, dove dal 2022 ABBA Voyage ha trasformato quattro leggende della musica pop in performer digitali, gli ormai celebri ABBAtar. Chi segue videogiochi e computer grafica riconoscerà alcune delle tecnologie dietro quella produzione: motion capture, animazione tridimensionale, illuminazione virtuale e integrazione con elementi scenici reali. Il progetto è stato sviluppato con il contributo di Industrial Light & Magic, lo studio di effetti visivi fondato da George Lucas e legato alla storia di Star Wars. Secondo il sito ufficiale di ABBA Voyage, però, non si tratta tecnicamente di uno spettacolo olografico: le versioni digitali del quartetto sono state realizzate anche grazie alle performance degli stessi musicisti, registrate con tecnologie di cattura del movimento. Una differenza sostanziale rispetto al caso Carrà, perché Raffaella non può partecipare direttamente alla creazione del proprio doppio digitale. Il risultato romano andrà quindi valutato per ciò che sarà davvero, senza dare per scontato che impieghi le stesse soluzioni degli ABBA.
Perché il ritorno virtuale di Raffaella Carrà parla anche alla generazione dell’intelligenza artificiale?
La cosa curiosa è che Raffaella appartiene a un immaginario televisivo precedente alla mia generazione, eppure la sua presenza continua a essere riconoscibile anche dentro la cultura digitale contemporanea. A far l’amore comincia tu, Tanti auguri, Rumore: bastano pochi secondi per riconoscere un’estetica, un ritmo, un modo di stare davanti alla telecamera. La Carrà aveva qualcosa che oggi definiremmo una capacità straordinaria di attraversare piattaforme e pubblici, passando dalla televisione italiana alla cultura pop internazionale senza perdere identità. E forse non è un caso che proprio lei diventi protagonista di un esperimento simile.
Per chi è cresciuto tra personaggi virtuali, concerti digitali, avatar e creator che costruiscono identità online, assistere alla ricostruzione tecnologica di un’artista non rappresenta più fantascienza. Pensiamo a Hatsune Miku, alla cultura degli idol virtuali o ai personaggi dei videogiochi capaci di suscitare emozioni autentiche pur essendo completamente artificiali. Tuttavia, ricreare una figura storica realmente esistita è molto diverso dall’inventare un personaggio digitale. Entrano in gioco memoria, riconoscibilità, responsabilità artistica e rispetto della persona rappresentata. Inoltre, al momento non è stato chiarito se l’intelligenza artificiale generativa sia coinvolta nella realizzazione dello spettacolo: un ologramma realistico non implica automaticamente l’utilizzo dell’AI.
Un ologramma può davvero restituire l’emozione di un’artista scomparsa?
Forse la domanda più difficile non riguarda nemmeno la qualità della grafica. Possiamo creare volti credibili, sincronizzare movimenti, simulare luci e ricostruire coreografie, ma ciò che rendeva unica una performer come Raffaella Carrà era anche la sua capacità di reagire al pubblico, improvvisare, comunicare attraverso piccoli gesti impossibili da ridurre a una sequenza programmata. Un modello digitale può riprodurre un sorriso; ricostruire il significato emotivo di quel sorriso è tutta un’altra storia.
Allo stesso tempo, liquidare queste esperienze come semplici imitazioni tecnologiche mi sembrerebbe ingeneroso. Anche un concerto registrato, un film restaurato o un videogioco narrativo riescono a emozionarci senza che ciò che vediamo accada realmente davanti a noi. L’autenticità di un’emozione non dipende necessariamente dalla presenza fisica di chi la suscita. Il punto, semmai, è capire come la tecnologia venga utilizzata e quanto sia trasparente il rapporto tra ricostruzione artistica e testimonianza originale. Uno spettacolo digitale può diventare un omaggio straordinario, ma deve saper riconoscere la differenza tra celebrare una leggenda e pretendere di sostituirla.
Quando saranno disponibili i biglietti per Raffaella Carrà – The Show Must Go On?
Le date comunicate per l’acquisto dei biglietti sono mercoledì 14 ottobre 2026 alle ore 18 per la prevendita riservata e giovedì 15 ottobre alle ore 18 per la vendita generale. Per accedere anticipatamente è previsto l’inserimento del proprio indirizzo email attraverso il portale ufficiale di Raffaella Carrà, così da ricevere le comunicazioni relative all’evento e alla biglietteria. Il sito rimanda anche a Vivaticket, ma è consigliabile controllare le indicazioni aggiornate degli organizzatori per le modalità effettive di acquisto.
Personalmente, la curiosità maggiore riguarda la prima apparizione della Carrà digitale sul palco. Non tanto per scoprire se riuscirà a ingannare l’occhio, quanto per capire quale reazione provocherà tra persone che hanno vissuto i suoi programmi in diretta e spettatori che la conoscono soprattutto attraverso clip, remix e racconti familiari. Due generazioni davanti alla stessa immagine, probabilmente con aspettative molto diverse. E voi come vivreste un concerto simile? Vi emozionerebbe ritrovare un’artista amata attraverso il suo doppio virtuale, oppure preferireste lasciare certe performance alla memoria e alle registrazioni originali? Raccontatecelo nei commenti e continuate il confronto sui canali di Instagram, Facebook, nel nostro gruppo Facebook, su YouTube, X, Telegram e LinkedIn. Perché forse la parte più interessante di questo ritorno non sarà soltanto ciò che vedremo sul palco, ma quello che finiremo per discuterne insieme.
L’articolo Raffaella Carrà torna sul palco in versione ologramma: il concerto del 2026 tra nostalgia, tecnologia e spettacolo digitale proviene da CorriereNerd.it – Il magazine nerd by Satyrnet.


