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15 Settembre 2026 da Gianluca Falletta

I Love Lucca Comics & Games su HBO Max: il documentario celebra 60 anni di Lucca

I Love Lucca Comics & Games su HBO Max: il documentario celebra 60 anni di Lucca
15 Settembre 2026 da Gianluca Falletta

Provate a raccontare Lucca Comics & Games a qualcuno che non ci è mai stato. Dopo qualche minuto iniziano inevitabilmente i problemi. Puoi parlare dei fumetti, dei videogiochi, dei cosplay, degli incontri con gli autori, dei padiglioni, delle file, della pioggia che sembra avere un contratto pluriennale con il festival, dei panini mangiati seduti dove capita e di quella geografia parallela che per cinque giorni trasforma una città rinascimentale in qualcosa a metà strada fra una convention internazionale e una gigantesca partita di ruolo urbana. Tutto corretto, eppure manca sempre qualcosa. Perché Lucca, almeno per chi l’ha attraversata molte volte e appartiene a una generazione che ha visto la cultura nerd passare dalle fumetterie considerate territori per iniziati alle première hollywoodiane, dai club di appassionati ai social, non coincide mai davvero con la somma delle sue attrazioni. Assomiglia piuttosto a una memoria condivisa. Ed è probabilmente da questa difficoltà, dall’impossibilità di racchiuderla in una definizione ordinata, che I Love Lucca Comics & Games trova oggi la sua dimensione più interessante. Il film-documentario diretto da Manlio Castagna arriva infatti in esclusiva su HBO Max giovedì 17 settembre 2026, dopo il passaggio cinematografico dello scorso anno, proprio mentre il festival si prepara a celebrare il sessantesimo anniversario della propria storia.

Sessant’anni, nel nostro settore, sono un’enormità. Significa attraversare trasformazioni che hanno riscritto non soltanto i linguaggi della cultura pop, ma persino il significato della parola “fan”. La storia che conduce alla Lucca contemporanea parte dal 1966 e arriva a un festival capace di mettere nello stesso spazio fumetto, gioco, fantasy, cinema, manga, anime, videogame, musica, cosplay e mondi creativi che una volta avrebbero probabilmente preteso ciascuno la propria manifestazione. L’edizione 2026, in programma dal 28 ottobre al 1° novembre, ha scelto non casualmente LEGACY come tema del sessantesimo compleanno: l’idea dichiarata dall’organizzazione non è quella di imbalsamare il passato dentro una teca celebrativa, ma di interrogarsi su ciò che sei decenni di fumetto, gioco e cultura del fantastico hanno lasciato alle generazioni successive. Persino il progetto espositivo dedicato alla Legacy a Palazzo Guinigi è pensato come uno spazio modificabile dall’intervento dei visitatori, una sorta di legacy game museale dove la memoria cambia grazie a chi la attraversa. Mi sembra un’immagine molto più precisa di tanti discorsi nostalgici: l’eredità nerd funziona solo se qualcuno la prende, la modifica e la porta altrove.

I Love Lucca Comics & Games si inserisce quasi naturalmente dentro questa conversazione, anche se il film nasce prima dell’edizione celebrativa. Presentato nel 2025 alla Festa del Cinema di Roma e successivamente arrivato nelle sale italiane, il documentario evita di trattare Lucca come un semplice contenitore di numeri impressionanti e prova invece a osservare ciò che accade tra le persone. I numeri, intendiamoci, raccontano comunque la scala raggiunta dalla manifestazione: oltre 300.000 visitatori, più di 900 ospiti e circa 600 espositori nell’immagine restituita dal film. Ma chi frequenta eventi e convention da abbastanza tempo conosce bene il paradosso: le cifre raccontano quanto un festival sia grande, non spiegano perché qualcuno continui a tornarci. E Castagna cerca la risposta proprio lì, nella relazione tra autori, editori, visitatori e quelli che Lucca ha scelto di chiamare VisitAutori, termine forse curioso al primo ascolto ma concettualmente molto centrato, perché riconosce una cosa che il fandom aveva capito molto prima del marketing esperienziale: il pubblico non è più soltanto pubblico. Produce significati, costumi, fotografie, racconti, rituali, meme, amicizie, ricordi. In qualche modo riscrive l’evento mentre lo attraversa.

Il mosaico di testimonianze del documentario rende evidente quanto sia diventata larga questa galassia. Gabriele Mainetti, R.L. Stine, Licia Troisi, Frankie hi-nrg mc, Pera Toons, Sio, Fumettibrutti, Yoshitaka Amano e Roberto Recchioni appartengono a linguaggi, pubblici e generazioni differenti, e proprio per questo funzionano come una piccola cartografia della cultura pop contemporanea. Alla base del progetto troviamo un’idea di Andrea Romeo e Manlio Castagna; Castagna firma regia e scrittura, con la collaborazione di Giulia Giapponesi e Alessandro Diele e la supervisione editoriale di Anita Rivaroli. La produzione è di All At Once, partner produttivo di I Wonder Pictures, insieme a Lucca Crea. Persino i titoli di coda partecipano a questo cortocircuito fra linguaggi grazie a Lucca Around, brano scritto da Frankie hi-nrg mc e interpretato da Lillo Petrolo.

A colpirmi, però, è soprattutto il momento storico in cui il film torna davanti al pubblico grazie allo streaming. Chi appartiene alla mia generazione ricorda bene una cultura nerd costruita per molto tempo attraverso scarsità e ricerca: fumetterie da scoprire, riviste specializzate, fiere molto più piccole, cassette duplicate, forum, newsgroup, siti personali con sfondi improbabili e gif animate, discussioni infinite su personaggi che oggi entrano senza difficoltà nei cataloghi delle grandi piattaforme globali. Non rimpiango quell’epoca — idealizzarla sarebbe abbastanza ingenuo — ma aver attraversato quella trasformazione aiuta a capire la portata simbolica di un documentario dedicato a Lucca che finisce nel catalogo di HBO Max. Una manifestazione nata attorno al fumetto è diventata progressivamente uno dei luoghi italiani in cui osservare l’evoluzione stessa dell’immaginario pop, fino al punto da diventare materiale narrativo. Il fandom, per decenni considerato una curiosità laterale, oggi merita di essere documentato perché è diventato parte della storia culturale contemporanea.

Da questo punto di vista il sessantesimo anniversario acquista una sfumatura ancora più interessante. Lucca Comics & Games 2026 non sembra intenzionata a utilizzare LEGACY come una semplice parola stampata sul poster: il programma ufficiale parla apertamente di un patrimonio da trasmettere alle nuove generazioni, mentre il festival dal 28 ottobre al 1° novembre porterà ancora una volta dentro la città autori e creativi provenienti da mondi diversissimi. E qui torna una delle cose che considero più affascinanti della cultura nerd: ogni generazione crede, almeno per qualche anno, di aver scoperto tutto per prima. Poi arriva qualcuno più giovane con un manga, un videogioco, un cosplay, una fan art o un modo completamente diverso di usare quei personaggi e ti ricorda che gli immaginari sopravvivono proprio perché smettono di appartenerci in esclusiva. La vera eredità non consiste nel conservare tutto identico; consiste nell’accettare che qualcun altro possa prendere ciò che abbiamo amato e trasformarlo.

Forse è anche per questo che raccontare Lucca attraverso le persone funziona meglio che tentare di descriverla attraverso i padiglioni. Le strutture cambiano, i publisher cambiano, le piattaforme cambiano, persino il significato commerciale e sociale della parola “nerd” è stato ribaltato più volte nell’arco di una sola generazione. Restano invece quei momenti stranamente piccoli che nessuna statistica riesce a catturare: incontrare casualmente qualcuno conosciuto anni prima su un forum, vedere un ragazzino emozionarsi davanti all’autore del suo manga preferito, osservare un cosplay costruito per mesi comparire improvvisamente sotto le mura, discutere di un fumetto alle undici di sera con persone che poche ore prima erano perfetti sconosciuti. Chi organizza eventi sa quanto sia difficile progettare volontariamente una cosa simile. Puoi progettare spazi, palchi, flussi e contenuti; la comunità, invece, puoi soltanto metterla nella condizione di incontrarsi.

Dal 17 settembre, quindi, I Love Lucca Comics & Games trova su HBO Max una seconda vita e soprattutto un pubblico potenzialmente molto più ampio. Qualcuno lo guarderà riconoscendo luoghi, facce e sensazioni; qualcun altro magari scoprirà per la prima volta perché centinaia di migliaia di persone continuino a convergere ogni autunno verso una città toscana trasformandola in una mappa impossibile di universi sovrapposti. E magari, mentre Lucca prepara il suo sessantesimo compleanno, vale la pena rigirare la domanda alla community: qual è la vostra Legacy? Il primo fumetto comprato lì, un autore incontrato per caso, il cosplay che ancora ricordate, un’amicizia nata in fila sotto la pioggia, oppure quella singola edizione che continua inspiegabilmente a sembrarvi “la vostra Lucca”? Raccontatecela sui social di CorriereNerd.it, perché dopo sessant’anni la storia più interessante potrebbe essere ancora quella che ciascuno di noi aggiunge alla prossima pagina.

 

L’articolo I Love Lucca Comics & Games su HBO Max: il documentario celebra 60 anni di Lucca proviene da CorriereNerd.it – Il magazine nerd by Satyrnet.

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