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21 Settembre 2026 da Gianluca Falletta

Japan Matsuri 2026 da record: oltre 19.000 visitatori a Bellinzona, appuntamento al 2027

Japan Matsuri 2026 da record: oltre 19.000 visitatori a Bellinzona, appuntamento al 2027
21 Settembre 2026 da Gianluca Falletta

Diciannovemila persone in due giorni non sono più soltanto il pubblico di un festival: sono praticamente una piccola città temporanea costruita attorno alla passione per il Giappone. Il Japan Matsuri 2026 di Bellinzona, andato in scena sabato 19 e domenica 20 settembre all’Espocentro, ha superato quota 19.000 visitatori, trasformando la tredicesima edizione del festival giapponese in uno di quegli appuntamenti che raccontano molto bene quanto anime, manga, cosplay e cultura nipponica siano ormai usciti definitivamente dalla loro vecchia nicchia. E la cosa che personalmente trovo più interessante è che qui Dragon Ball, Candy Candy e videogiochi non hanno dovuto competere con ikebana, sake, taiko o arti marziali: hanno abitato lo stesso spazio, come dovrebbe accadere ogni volta che proviamo a raccontare il Giappone senza ridurlo alla playlist dei nostri fandom preferiti.

Perché il Japan Matsuri 2026 ha attirato più di 19.000 persone?

La risposta facile sarebbe tirare fuori manga, cosplay e street food, mettere tutto dentro uno shaker kawaii e considerare risolto il mistero. Sarebbe anche profondamente ingiusto. Il Japan Matsuri funziona perché prova a tenere insieme pubblici che spesso frequentano universi culturali differenti: chi segue anime stagionali e passa metà serata a discutere su Discord, chi colleziona manga da trent’anni, chi studia lingua e cultura giapponese, chi ama le arti marziali, chi vuole assaggiare qualcosa di diverso dal solito sushi e famiglie arrivate semplicemente per curiosità. La stessa struttura del programma ufficiale del Japan Matsuri raccontava bene questa contaminazione, passando dalla danza Jiutamai allo shamisen dei Sakura-za, dal taiko di SANBIKI agli yōkai, dal cosplay contest alle degustazioni di matcha e sake. Persino lo spazio sembrava raccontare una manifestazione ormai cresciuta di livello: l’organizzazione dell’Espocentro è stata ampliata attraverso nuove aree interne ed esterne per assorbire il grande afflusso e lasciare maggiore respiro a spettacoli, gastronomia, attività e momenti d’incontro.

Che cosa ha reso speciale la presenza di Yumiko Igarashi?

Per una fan di manga, leggere Yumiko Igarashi sul programma produce automaticamente quell’effetto da “aspetta, davvero?”. La mangaka di Candy Candy, ospite d’onore dell’edizione 2026, appartiene a una generazione creativa capace di attraversare decenni, formati televisivi, ristampe, mercati internazionali e soprattutto generazioni di lettrici. Ridurla a una semplice presenza nostalgica sarebbe quasi offensivo: il suo incontro con il pubblico, il live drawing e i meet & greet hanno creato uno di quei rarissimi ponti tra la storia dello shōjo manga e il fandom contemporaneo che oggi scopre autrici, opere e intere genealogie artistiche passando magari da TikTok, dalle scan, dagli edit o dalle discussioni online. Il sito ufficiale del Japan Matsuri la presentava esplicitamente come ospite d’onore, ricordando il legame con Candy Candy. Per chi considera il manga una cultura e non semplicemente uno scaffale della fumetteria, era probabilmente uno degli incontri più preziosi dell’intero weekend.

Cristina D’Avena in un festival giapponese: nostalgia oppure perfetta cultura pop?

Confesso che vedere Cristina D’Avena entrare in questa storia mi diverte parecchio, perché racconta benissimo la strana genealogia italiana dell’amore per anime e manga. Per tantissimi di noi il Giappone è arrivato prima dalla televisione che dalle librerie specializzate: sigle cantate a memoria, pomeriggi davanti ai cartoni animati e personaggi conosciuti anni prima di imparare termini come shōnen, shōjo o isekai. Il concerto di domenica pomeriggio ha quindi funzionato quasi come un gigantesco collegamento generazionale, capace di riunire genitori cresciuti con quelle canzoni e ragazzi che oggi incontrano gli stessi franchise attraverso streaming, remake, meme e cosplay. La sua esibizione delle 16:45 figurava tra gli appuntamenti principali del programma ufficiale. Nostalgia? Sicuramente. Ma anche una piccola lezione involontaria su quanto la cultura anime italiana abbia sviluppato una storia tutta sua.

Il Japan Matsuri parla davvero soltanto agli appassionati di anime e manga?

Proprio qui secondo me sta una delle ragioni della crescita dell’evento. Arrivare per un cosplay e ritrovarsi davanti al Kagami Biraki, la tradizionale apertura della botte di sake che ha inaugurato ufficialmente il fine settimana, significa incontrare una parte di cultura giapponese che difficilmente compare tra una season chart e una fancam. Lo stesso vale per calligrafia, ikebana, cerimonia del tè, kenjutsu, karate, artigianato, bonsai, gastronomia, danza e musica tradizionale. Persino il food raccontava un Giappone meno stereotipato, con ramen, gyoza, dolci e specialità da bancarella accanto alle proposte più immediatamente riconoscibili. Ed è questo incrocio a rendere interessante una manifestazione simile: puoi entrare perché ami One Piece, perché stai preparando il tuo prossimo cosplay oppure perché vuoi finalmente capire la differenza tra matcha e hojicha, e magari uscire con una nuova ossessione completamente diversa da quella con cui eri arrivata.

Quando tornerà il Japan Matsuri a Bellinzona?

Il calendario può già ricevere il suo piccolo segnalino rosso: Japan Matsuri tornerà sabato 18 e domenica 19 settembre 2027 all’Espocentro di Bellinzona. Dopo un’edizione da oltre 19.000 presenze, la vera curiosità sarà capire quale forma prenderà la manifestazione dopo aver raggiunto numeri simili e soprattutto quanto riuscirà ancora a conservare quell’equilibrio delicato tra festival culturale e gigantesco ritrovo di fandom. Perché una cosa è mettere nella stessa location manga, cosplay, videogiochi, street food, arti tradizionali e musica; un’altra è far percepire che appartengono davvero allo stesso racconto.

Io intanto continuo a pensare a quel pubblico impossibile da racchiudere in una sola etichetta: cosplayer accanto agli appassionati di arti marziali, fan storici dello shōjo davanti a Yumiko Igarashi, generazioni diverse che cantano Cristina D’Avena e qualcuno che magari entra per i videogiochi e scopre il taiko. Se avete vissuto il Japan Matsuri 2026, sono curiosissima di sapere quale sia stato il vostro momento da conservare nella galleria mentale dei ricordi: un incontro, un cosplay assurdo, un piatto scoperto per caso, una canzone urlata insieme agli altri oppure quella cosa totalmente inattesa che vi ha fatto pensare “ok, l’anno prossimo torno”.

L’articolo Japan Matsuri 2026 da record: oltre 19.000 visitatori a Bellinzona, appuntamento al 2027 proviene da CorriereNerd.it – Il magazine nerd by Satyrnet.

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