
Ogni appassionato di parchi a tema conosce quella particolare forma di archeologia contemporanea che consiste nel fissare una mappa di Walt Disney World cercando spazi vuoti, strade apparentemente inutili, terreni ancora verdi e curve sospette dietro un backstage, come se da qualche parte fosse nascosto il blueprint segreto del futuro. Da anni il “quinto gate” di Orlando occupa più o meno lo stesso territorio mitologico di Half-Life 3 ai tempi d’oro dei forum: tutti ne parlano, ogni tanto compare un indizio, poi qualcuno trasforma una possibilità urbanistica in un annuncio che nessuno ha mai fatto. Stavolta, però, sotto la montagna di titoli acchiappaclick esiste qualcosa di concreto, ed è interessante proprio perché racconta molto più della semplice domanda “Disney costruirà un quinto parco?”. Il Central Florida Tourism Oversight District, l’ente che governa il territorio nel quale si trova Walt Disney World Resort, dispone oggi di un Comprehensive Plan 2045 che contempla formalmente la possibilità di sviluppare un ulteriore major theme park e due minor theme parks entro l’orizzonte temporale del 2045. Il documento ufficiale serve a orientare uso del suolo, infrastrutture, conservazione e sviluppo futuro dell’area, quindi non è una concept art, non è una roadmap creativa di Walt Disney Imagineering e soprattutto non equivale all’approvazione di un progetto già pronto a partire. È piuttosto il gigantesco foglio quadrettato sul quale, un domani, quel progetto potrebbe essere disegnato senza dover prima riscrivere le regole urbanistiche del gioco.
Le immagini che stanno circolando sui social sintetizzano abbastanza correttamente questa distinzione, anche se la formula “Disney World has permission to build another park” rischia inevitabilmente di far partire in testa la Main Street Electrical Parade dell’entusiasmo. Il testo riportato nelle grafiche parla infatti di un quadro di utilizzo del territorio capace di accogliere un grande parco aggiuntivo e due strutture minori, individuando complessivamente circa 344 ettari necessari per queste destinazioni. Il passaggio più importante del documento ufficiale, però, è quello che vale la pena stampare mentalmente sopra ogni rumor futuro: pur essendo prevista questa capacità di sviluppo, non risultano progetti di nuovi parchi attualmente in esame. Il Comprehensive Plan lo dice esplicitamente e lo faceva già nelle precedenti pianificazioni del distretto, dettaglio che ridimensiona parecchio l’idea secondo cui qualcuno avrebbe appena acceso le ruspe per il “Disney’s Fifth Kingdom”. La versione 2045 ribadisce inoltre che gli attuali parchi possiedono ancora margini di trasformazione e ampliamento; Magic Kingdom sta vivendo una delle fasi progettuali più ambiziose della propria storia recente, Disney’s Animal Kingdom continua la propria metamorfosi, Hollywood Studios ha già dimostrato quanto sia possibile cambiare un gate lavorando sul tessuto esistente, mentre EPCOT sembra ormai un organismo destinato per natura a essere riscritto ciclicamente. Dal punto di vista dell’imagineering e soprattutto dell’economia di un resort, questo conta moltissimo: aprire un quinto parco significa creare non soltanto attrazioni, ristoranti e hotel, ma una nuova macchina operativa completa fatta di trasporti, parcheggi, backstage, utility, cast member, manutenzione, food & beverage, retail, sicurezza e flussi di decine di migliaia di persone. Una nuova land è complessa. Un nuovo gate è praticamente fondare una città a tema.
Proprio qui il discorso diventa molto più affascinante del semplice rumor. Il Comprehensive Plan 2045 nasce per impedire che il futuro del resort venga affrontato progetto dopo progetto come se ogni espansione fosse un DLC improvvisato: definisce in anticipo quali porzioni del territorio risultino idonee, marginalmente idonee o inadatte allo sviluppo, quali siano destinate alla conservazione, quali possano supportare resort, entertainment, infrastrutture o attività commerciali. Alcune aree considerate meno favorevoli potrebbero tecnicamente diventare edificabili attraverso interventi più complessi e costosi, mentre altre rappresentano già oggi riserve strategiche per decenni di crescita. Il documento individua grandi porzioni disponibili a ovest di Animal Kingdom, tra World Drive e Interstate 4, nell’area compresa tra Osceola Parkway e US 192, attorno a Lake Mable, vicino al Magnolia Golf Course, a est del parcheggio di Magic Kingdom e a ovest di Hollywood Studios. Leggere una mappa del genere con gli occhi di chi ama i parchi porta inevitabilmente a fantasticare, ma il vero lusso strategico di Walt Disney World è sempre stato proprio il terreno. Walt Disney acquistò la Florida centrale non soltanto per costruire attrazioni, bensì per avere abbastanza spazio da impedire al mondo reale di divorare l’illusione, e più di mezzo secolo dopo quella scelta continua a produrre conseguenze urbanistiche impressionanti. Avere centinaia di acri potenzialmente sviluppabili non significa sapere cosa sorgerà domani; significa non essere obbligati a decidere oggi che cosa dovrà esistere fra quindici anni.
Anche la cronologia suggerita dalle tabelle va letta con molta prudenza. Le proiezioni inseriscono la capacità per parchi minori e per un nuovo major park all’interno dello scenario fino al 2045, ma una proiezione infrastrutturale serve soprattutto a dimensionare strade, acqua, energia, trattamento dei reflui, servizi pubblici e capacità complessiva del distretto. Non equivale a un calendario di aperture. È la stessa ragione per cui un masterplan aeroportuale può prevedere un nuovo terminal senza che nessuno abbia ancora scelto l’architetto, o un videogioco può riservare spazio nella mappa dati per contenuti futuri senza che quei contenuti siano già in produzione. Nell’ultima documentazione del CFTOD, aggiornata anche attraverso l’adeguamento delle Land Development Regulations al nuovo piano, il quadro resta sostanzialmente invariato: possibilità presente, infrastruttura normativa predisposta, progetto concreto assente.
Naturalmente la parte nerd della mente comincia già a correre. Un quinto parco Disney costruito oggi sarebbe qualcosa di radicalmente diverso da Animal Kingdom, inaugurato nel 1998, perché dovrebbe nascere nell’epoca delle IP globali, delle attrazioni trackless, dei sistemi interattivi, delle code trasformate in storytelling, della realtà aumentata, degli animatronic sempre più sofisticati e di un pubblico abituato a Galaxy’s Edge, Pandora, Super Nintendo World ed Epic Universe. Potrebbe seguire la strada di Tokyo DisneySea, probabilmente uno dei parchi a tema più amati da chi considera l’ambientazione stessa parte dell’attrazione, oppure tentare qualcosa di completamente nuovo come fecero EPCOT e Animal Kingdom nelle rispettive epoche. Potrebbe persino non essere organizzato attorno al modello classico del castello centrale e delle lands radiali. Ma qui siamo già nel territorio del blue sky, quello in cui è bellissimo entrare purché lasciamo il cartello “speculazione” ben visibile all’ingresso.
La notizia reale, quindi, non racconta un quinto parco Disney in arrivo. Racconta qualcosa forse ancora più stimolante: Walt Disney World sta preservando la possibilità di continuare a reinventarsi per altri vent’anni senza precludersi l’opzione di un nuovo grande gate. Il CFTOD definisce il piano come quadro ufficiale per guidare crescita, sviluppo, tutela ambientale e infrastrutture del distretto fino al 2045, e l’esistenza di capacità urbanistica per un ulteriore major theme park rende quella possibilità concreta sul piano territoriale, non sul piano produttivo.
Forse la domanda più divertente, allora, non è nemmeno se Disney lo costruirà. È cosa dovrebbe essere un nuovo parco Disney capace di giustificare la propria esistenza accanto a Magic Kingdom, EPCOT, Hollywood Studios e Animal Kingdom. Un nuovo mondo originale? Un parco più adulto e avventuroso? Una risposta americana a DisneySea? Un gigantesco contenitore dedicato alle IP contemporanee? Oppure qualcosa che oggi non abbiamo ancora un nome abbastanza preciso per immaginare? Se davvero prima o poi qualcuno a Imagineering dovesse trovarsi davanti quel foglio bianco, spero quasi che scelga l’opzione meno ovvia. Perché quattro gate dopo, il quinto non dovrebbe semplicemente aggiungere altre attrazioni alla Florida: dovrebbe darci una ragione per guardare di nuovo una mappa di Walt Disney World e avere la sensazione che da qualche parte, oltre quella strada, possa ancora cominciare un mondo che non conosciamo.
E qui il blue sky passa a voi: raccontateci quale quinto parco vorreste vedere davvero a Walt Disney World e continuiamo la discussione sui canali della community di CorriereNerd.it, tra Facebook, gruppo Facebook, Instagram, YouTube, X, Telegram e LinkedIn.
L’articolo Walt Disney World verso il quinto parco? Il piano 2045 apre davvero una porta, ma la realtà è più interessante dell’hype proviene da CorriereNerd.it – Il magazine nerd by Satyrnet.


