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25 Settembre 2026 da Gianluca Falletta

Lucca Comics & Games 2026 celebra i videogiochi: da Final Fantasy VII a Ōkami, The Witcher e Control

Lucca Comics & Games 2026 celebra i videogiochi: da Final Fantasy VII a Ōkami, The Witcher e Control
25 Settembre 2026 da Gianluca Falletta

Sessant’anni sono abbastanza per vedere cambiare completamente un linguaggio. Pensate al videogioco nel 1966, poi alle sale giochi, agli 8 e 16 bit, alla PlayStation che entrava nei salotti, alle avventure grafiche divorate davanti a un monitor, ai mondi online, agli indie, agli esport, fino a un presente in cui un game designer può essere celebrato con la stessa attenzione riservata a un regista o a un grande autore di fumetti. Lucca Comics & Games 2026 sembra voler raccontare esattamente questa traiettoria. Dal 28 ottobre al 1° novembre, nell’edizione del sessantesimo anniversario costruita attorno al tema LEGACY, il videogioco non viene confinato in una singola area da visitare tra un padiglione e l’altro: invade la città con incontri, anteprime, sessioni di gioco, firmacopie, cosplay, arte, esport e soprattutto con una quantità notevole di autori che rappresentano epoche molto diverse del medium. Il programma ufficiale conferma questa impostazione diffusa, trasformando Lucca in una specie di mappa interattiva della storia videoludica, dove passato e futuro continuano a sovrapporsi.

Il simbolo più evidente di questa idea potrebbe essere Yoshinori Kitase. Parlare di Final Fantasy VII significa inevitabilmente evocare uno degli snodi culturali della storia del JRPG, il gioco che nel 1997 contribuì a rendere globale un immaginario fino ad allora percepito da molti giocatori occidentali come qualcosa di quasi esotico. Kitase, director dell’originale e producer del progetto remake, sarà ospite d’onore del festival e verrà inserito nella Walk of Fame di Lucca Comics & Games. Q&A con la community, una Career Masterclass e incontri con i fan accompagneranno una celebrazione che guarda contemporaneamente alla memoria del titolo originale e a Final Fantasy VII Revelation, capitolo conclusivo della trilogia remake. Ed è difficile trovare un’immagine migliore per spiegare cosa significhi davvero “Legacy”: prendere un’opera che ha segnato una generazione, smontarla, reinterpretarla e consegnarla a giocatori che magari nel 1997 non erano ancora nati. La nostalgia, da sola, qui servirebbe a poco. Il punto interessante sta nel confronto tra ciò che ricordiamo e ciò che un classico può ancora diventare.

La stessa linea attraversa ospiti apparentemente lontanissimi tra loro. Hideki Kamiya arriva portandosi dietro Resident Evil 2, Devil May Cry, Viewtiful Joe, Ōkami, Bayonetta e The Wonderful 101, praticamente un piccolo atlante di modi diversi di intendere l’action game; oggi guida CLOVERS ed è al lavoro sul nuovo progetto legato a Ōkami. Charles Cecil torna invece verso l’archeologia affettiva delle avventure grafiche con Broken Sword – The Smoking Mirror: Reforged e incontrerà Noah Falstein, veterano della stagione Lucasfilm Games/LucasArts. Poi Stephen Bliss, il cui tratto ha contribuito a fissare nell’immaginario collettivo l’identità visiva di Grand Theft Auto, e Daniel Dociu, figura decisiva per l’estetica monumentale di Guild Wars. Riunire personalità simili significa ricordare una cosa che il gaming contemporaneo tende ogni tanto a nascondere dietro trailer, metriche e roadmap: i videogiochi hanno una storia autoriale. Hanno illustratori, registi, designer, sceneggiatori e art director riconoscibili, persone che hanno inventato grammatica mentre noi, dall’altra parte dello schermo, pensavamo semplicemente di stare giocando.

L’altra metà del discorso guarda decisamente avanti. CD PROJEKT RED porterà appuntamenti legati a Cyberpunk: Edgerunners 2 e all’universo di The Witcher, compresa una nuova esperienza collegata a The Witcher 3: Wild Hunt; Remedy Entertainment arriverà con Mikael Kasurinen e CONTROL Resonant, proseguendo quella strana, affascinante ossessione dello studio finlandese per mondi nei quali architettura, metanarrazione e paranormale sembrano continuamente sabotarsi a vicenda. PLAION trasformerà invece la Casermetta San Paolino in uno spazio SEGA e ATLUS, con titoli come Alien: Isolation 2, STRANGER THAN HEAVEN e Persona 4 Revival. Poi Bandai Namco, che torna per il quarto anno con oltre 400 metri quadrati di Palace tra videogiochi, Banpresto, Gashapon, Ichiban Kuji, model kit e store dedicati. Il risultato racconta bene quanto sia diventato difficile separare il videogioco dal resto della cultura pop: giocare significa ormai attraversare anime, collectible, cosplay, illustrazione, musica, merchandising e community, spesso senza accorgersi di essere passati da un medium all’altro. Il programma videoludico ufficiale di Lucca60 conferma proprio questa natura espansa e distribuita dell’esperienza.

La parte che personalmente trovo più interessante, però, potrebbe nascere lontano dai franchise giganteschi. Wonderful Neoran Valley di Nara Studio arriva a Lucca dopo una campagna Kickstarter capace di superare il milione di dollari, con Cydonia, un nuovo trailer, una key art di LRNZ e cinque giorni di incontri con il pubblico. Accanto a questo fenomeno emergono Day 4 Night Productions, fondata da veterani dell’industria italiana, Burning Farmhouse con l’horror toscano Marmorea e soprattutto Indie Vault, lo spazio di Palazzo Guinigi destinato a dieci studi indipendenti selezionati. È forse qui che la parola Legacy smette davvero di significare commemorazione: l’eredità non serve molto se resta chiusa in una teca. Diventa interessante nel momento in cui qualcuno la utilizza per costruire ciò che ancora non conosciamo. Vedere nello stesso festival Kitase, Kamiya, Cecil e Falstein accanto a piccoli team che stanno cercando faticosamente il proprio linguaggio rende Lucca una fotografia abbastanza fedele di cosa sia oggi il videogioco: industria miliardaria e bottega artigianale, franchise trentennale e prototipo nato su un laptop, autore celebrato e sviluppatore ancora senza pubblico.

Intorno girerà tutto il resto: Red Bull Wings Cup con EA SPORTS FC 27, il Celebration Village di MediaWorld, le esperienze gaming e tech di Euronics, Trinity Team con Slaps and Beans, Honkai: Star Rail, artbook, incontri, tornei, coaching con pro player e una quantità quasi ingestibile di occasioni per mettere materialmente le mani sui giochi. E forse il sessantesimo anniversario di Lucca Comics & Games riesce a ricordarci proprio questo. Possiamo discutere per ore di mercato, grafica, intelligenza artificiale, acquisizioni, console war e futuro dell’industria, ma il videogioco continua a esistere davvero soltanto nell’istante in cui qualcuno prende un controller, una tastiera o qualsiasi altra interfaccia e decide di entrare dentro un mondo costruito da qualcun altro. Sessant’anni di Lucca raccontano anche la progressiva conquista di dignità culturale di quella scelta, passata dall’essere considerata passatempo per ragazzini a uno dei linguaggi creativi più potenti della contemporaneità. Il bello sarà capire quale dei giochi, degli autori o dei piccoli studi incontrati tra le mura di Lucca stiamo osservando oggi senza sapere che, tra altri vent’anni, lo chiameremo già “classico”.

E voi, quale universo videoludico vorreste attraversare per primo a Lucca60? Raccontatecelo e continuate la conversazione con la community di CorriereNerd.it su Facebook, nel gruppo Facebook, su Instagram, YouTube, X, Telegram e LinkedIn: perché una Legacy, dopotutto, ha senso soprattutto se qualcuno continua a giocarla.

L’articolo Lucca Comics & Games 2026 celebra i videogiochi: da Final Fantasy VII a Ōkami, The Witcher e Control proviene da CorriereNerd.it – Il magazine nerd by Satyrnet.

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